Opere che raccontano l’esilio da Gaza ed evocano l’orrore della guerra, con una narrazione poetica, spesso venata da un’amara ironia. La mostra di Fondazione Ago dell’artista palestinese Taysir Batniji “Abitare il tempo”, in corso alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena, mercoledì 3 dicembre, alle 18, si può ammirare in una visita guidata gratuita in lingua araba. Ingresso libero, non è necessaria la prenotazione.
L’iniziativa è a cura dal Dipartimento educativo di Ago ed è condotta da Ijjou Berdaouz.
La mostra, a cura di Daniele De Luigi, propone una riflessione dove l’attualità si intreccia con le memorie personali e familiari di un artista originario di Gaza che da anni vive in Francia ma resta profondamente legato alla terra di origine da cui, però, è tenuto lontano da tempo.
In fotografie, video, sculture, dipinti, opere su carta e installazioni si sviluppano i temi dell’esilio e del ritorno, della memoria, dei diritti e dell’identità negata.
Il mazzo di chiavi in vetro del manifesto richiama simbolicamente una casa a Gaza dove l’artista non è potuto tornare e che ora non esiste più. Una clessidra adagiata, dove la sabbia non scorre, rappresenta il tempo cristallizzato in una fragile attesa. Nelle immagini di altre chiavi, centinaia di fotografie accompagnate da brevi descrizioni, riecheggia la memoria di altrettante case abbandonate a causa dei bombardamenti. Mentre un’altra serie di fotografie presenta, con un effetto straniante, ruderi di case con il linguaggio tipico degli annunci immobiliari. E l’attualità irrompe anche in un recente dipinto che evoca, fuori fuoco, le immagini della popolazione sradicata dall’esercito israeliano.
Nell'immagine, visita alla mostra (foto di Davide Sabattini)