Nel 2026 il tema del Festivalfilosofia sarà il Caos

Nel 2026 il tema del Festivalfilosofia sarà il Caos

pubblicato il 21.09.25
È stato annunciato nelle piazze di Modena, Carpi e Sassuolo a conclusione dell’edizione numero 25 sulla Paideia dedicata a Michelina Borsari

Sarà il “Caos” il tema dell’edizione 2026 del Festivalfilosofia che si svolgerà dal 18 al 20 settembre. È stato annunciato nelle piazze di Modena, Carpi e Sassuolo a chiusura dell’edizione dei 25 anni della manifestazione a tema Paideia, dedicata a Michelina Borsari, per anni anima del festival e scomparsa nei giorni scorsi.

Concetto generativo ma anche dissipativo, il Caos - è stato spiegato dal direttore Daniele Francesconi - è una categoria adeguatissima per prendere di petto la situazione di un mondo attraversato da dissoluzioni di vecchi ordini, eventi catastrofici e processi profondi di cambiamento sul piano politico, scientifico e climatico. Dalle scienze emerge un modello di comprensione dell’incertezza e dell’imprevedibilità che può riferirsi ai modelli di società oltre che ai fenomeni naturali. Tema cosmogonico per eccellenza, nella rappresentazione del caos si ritrova una genealogia culturale che non ha perso, anzi forse ha ritrovato, la sua energia.

All’edizione di quest’anno ha partecipato anche Fondazione Ago con mostre a Palazzo Santa Margherita che sono visitabili anche nei prossimi giorni (dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19, al sabato e alla domenica dalle 11 alle 19) e attività che verranno riproposte.

La mostra “Lo sbadiglio dell’archivista. Undici sguardi sulle collezioni di Fondazione Ago” si può visitare fino al 19 ottobre e propone le opere realizzate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti LABA di Brescia che, guidati dall’artista e docente Simone Santilli, nel corso dell’estate si sono confrontati con le collezioni di fotografia storica e del Museo della Figurina sviluppando una riflessione sull’importanza degli archivi nell’arte: fondamentali come testimonianza e per la conservazione delle opere, ma anche spunto di eccezionale valore per nuove produzioni, un’enorme potenzialità tutta da scoprire.

Si può visitare fino al 5 ottobre, invece, l’esposizione “Machine as muse” dell’artista digitale Quayola che, a cura di Daniele De Luigi, propone un’opera della serie “Storm” e due della serie “Giuditta e Oloferne”, già presenti nelle collezioni di Fondazione Ago, insieme a un video in cui l’artista racconta il proprio rapporto creativo con la macchina e la tecnologia.

Verrà riproposta anche nell’ambito di altre iniziative, inoltre, l’attività che tra sabato e domenica ha coinvolto decine di visitatori del Museo della Figurina dove, bambini e adulti, si sono sfidati nel cercare di completare la “Collezione di saperi”. Sull’esempio dei più celebri giochi da tavolo, infatti, hanno dovuto risolvere quesiti su vari temi: dalla storia alla geografia, dalle scienze allo sport, fino all’arte, alla letteratura, all’intrattenimento e alle curiosità. E le risposte sono state trovate curiosando tra le centinaia di figurine esposte che, fin dall’Ottocento, racchiudono un sapere enciclopedico alla portata di tutti e sono state utilizzate come mezzo di diffusione della conoscenza. Con le risposte corrette ogni visitatore ha ottenuto le figurine per completare la propria “Collezione di saperi”.

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