Le immagini dei santi fotografati da Mishka Henner con l’Intelligenza Artificiale

Le immagini dei santi fotografati da Mishka Henner con l’Intelligenza Artificiale

pubblicato il 11.03.26
Sabato 14 marzo visita guidata alla mostra “Seeing is Believing. Vedere per credere” a Palazzo Santa Margherita: una riflessione sulla contemporaneità

San Francesco ha lo sguardo sereno, le stigmate sulle mani, indossa un saio che lascia scorgere anche una ferita sul costato. Lo sguardo di Santa Maria d’Egitto, invece, è penetrante, i lunghi capelli bianchi le incorniciano il viso segnato da profonde rughe. Ben diverso da quello di Santa Brigida di Svezia, avvolto dal velo dell’ordine da lei fondato: ha in mano un libro e una penna e il suo sguardo sembra guardare fisso l’obiettivo del fotografo. Così come fanno anche Sant’Andrea, che ha una croce tra le mani, o Sant’Onofrio, nella sua nudità coperta solo da un intreccio di foglie.

Sono alcuni dei santi che l’artista Mishka Henner ha ritratto grazie all’Intelligenza Artificiale per la sezione “Icon” della mostra “Seeing is Believing. Vedere per credere”, la sua prima personale in Italia, in corso per Fondazione Ago a Palazzo Santa Margherita a Modena. Sabato 14 marzo, alle 16, compresa nel costo del biglietto, è in programma una vista guidata. Ci si può prenotare QUI.

La mostra, a cura di Chiara Dall’Olio, propone una riflessione su cos’è la fotografia oggi quando molte delle immagini che vediamo non dipendono da una scelta di inquadratura o di messa a fuoco, ma dalla compilazione di un “prompt” per l’IA. Il documento fotografico è utilizzato, quindi, come mezzo per esplorare la contemporaneità e dove credibile non significa reale e tantomeno vero. Si parte proprio dal linguaggio, dal tentativo di raccontare con le sole parole cos’è oggi la fotografia, per poi passare a due sezioni di immagini create con l’Intelligenza Artificiale: fotografie di eventi biblici e di icone dei santi, appunto, realizzate come fossero istantanee d’epoca. Il percorso si chiude con una visione contemplativa e immersiva della luce, la forma di energia indispensabile creatrice delle immagini, tanto sulla carta quanto sullo schermo.

I ritratti fotografici dei santi sono generati dall’IA a partire da immagini e icone medioevali, che riecheggiano e allo stesso tempo si discostano da quelle realizzate dai pittori del XIII e XIV secolo. Se nelle icone pittoriche la sacralità dei personaggi ritratti era rappresentata da segni iconograficamente codificati – spazio appiattito, fondo oro, attributi simbolici – queste fotografie fanno l'opposto: riportano i santi al presente come figure riconoscibilmente umane.

“I volti sono materici, l'illuminazione naturale, le espressioni intime, e si discostano così completamente – sottolinea Chiara Dall’Olio - dalla ieraticità delle immagini medioevali. Passando dal simbolico al corporeo, queste immagini riducono la distanza tra osservatore e soggetto, invitandoci a immaginare i santi non come figure remote e idealizzate, ma come persone che avrebbero potuto trovarsi davanti a una macchina fotografica”. 

Le immagini dei santi create da Henner con l’IA sono più realistiche delle icone o dei dipinti da cui partono, risultando credibili. “Con queste opere - afferma Dall’Olio - Henner dimostra come, nel campo dell’immagine fotografica, credibile non significhi reale, evidenziando come il documento fotografico, oggi più che mai, vada guardato non come portatore di verità ma come punto di partenza per esplorare la contemporaneità”. 

 

Nell’immagine, Santa Maria d’Egitto. Nelle altre fotografie, da sinistra, un particolare di San Francesco, i ritratti di Sant'Andrea e Sant'Onofrio, un dettaglio dell'immagine di Sant'Onofrio, un'immagine della sezione della mostra

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