Domenica 24 agosto chiude la mostra antologica di Donato Piccolo “L’arte del pensiero meccanico” che, a cura di Lorenzo Respi, consente di ammirare oltre 50 opere, tra sculture in movimento, robotiche o interattive, tele e disegni. Sono gli ultimi giorni, quindi, per fare l’esperienza di ascoltare il rumore, amplificato, di un battito d’ali di una farfalla tecnologica oppure per seguire i movimenti di una copia della Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci che se ne va a spasso per la sala grazie a sensori elettronici e a gambe robotiche.
Allestita a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103, da Fondazione Ago Modena, con la collaborazione di Galleria Mazzoli e nell’ambito del programma Unesco Media Arts, la mostra si può visitare a ingresso libero da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19.
L’iniziativa rappresenta un’esperienza immersiva che esplora lo spazio di confine tra l’uomo e la macchina, tra il corpo fisico e la tecnologia, tra la materia viva e quella artificiale. Il percorso dell’arte robotica sviluppato da Donato Piccolo, infatti, si muove sul confine tra controllo umano e autonomia tecnologica. L’intelligenza artificiale, ampiamente utilizzata nelle opere, non si limita a riprodurre il reale: spesso lo sintetizza, a volte può distorcerlo, sempre lo riformula.
La mostra in poco più di due mesi di apertura ha già superato i duemila visitatori, oltre il 10 per cento stranieri.
Nell’immagine, in primo piano la scultura robotica Prima Vera Natura