Le illusioni artistiche di Alessandro Lupi ingannano le percezioni dei visitatori, tra specchi che non riflettono e sculture che proiettano le ombre “sbagliate”, mentre le fotografie di Mishka Henner, create con l’Intelligenza Artificiale, raccontano episodi biblici come se fossero state scattate oltre duemila anni fa. E al Museo della Figurina si possono ripercorrere anche i tanti hobby di Giuseppe Panini.
In occasione della Festa della Liberazione di sabato 25 aprile le mostre di Fondazione Ago a Modena sono aperte, a orario continuato, dalle 11 alle 19.
Alla Palazzina dei Giardini ducali è allestita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare” dove luci, ombre, fluorescenze diventano strumenti per ripensare il rapporto tra corpo, spazio, percezione e presenza sorprendendo i sensi del visitatore. Il percorso trasforma l’architettura seicentesca della Palazzina in un gioco infinito di apparenze e in un flusso di percezioni dove nulla è davvero ciò che sembra.
A Palazzo Santa Margherita la mostra di Mishka Henner “Seeing is Believing: Vedere per credere”, a cura di Chiara Dall’Olio, propone una riflessione su cos’è la fotografia oggi quando molte delle immagini che vediamo non dipendono da una scelta di inquadratura o di messa a fuoco, ma dalla compilazione di un “prompt” per l’IA. Il documento fotografico è utilizzato, quindi, come mezzo per esplorare la contemporaneità e dove credibile non significa reale e tantomeno vero.
Sempre a Palazzo Santa Margherita si può visitare il Museo della Figurina che, in occasione dei 20 anni, ospita un omaggio a Giuseppe Panini “Collezionista di passioni”: fu proprio dalla donazione al Comune della sua raccolta personale di figurine storiche che nel 2006 nacque il Museo che racconta la storia della figurina a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. L’audioguida gratuita, anche in inglese, accompagna il visitatore tra spiegazioni tecniche e suggestioni narrative: dai racconti sul giovane delfino del Re di Francia, che imparava a conoscere re e imperatori grazie a un mazzo di carte figurate, passando per la leggendaria rarissima figurina del “Feroce Saladino” che nel 1937 diventò un caso nazionale, fino all’introvabile Pizzaballa del 1963, con sullo sfondo la storia di come i fratelli Panini, partendo dall’edicola di corso Duomo, fondarono nel 1961 una casa editrice oggi conosciuta in tutto il mondo.
Nell'immagine di Davide Sabattini, un visitatore nella sezione "Relic" della mostra di Mishka Henner “Seeing is Believing: Vedere per credere”