“Camille. Presentazione del multiplo” è il titolo della mostra di Silvia Bigi che, inaugurata il 23 settembre, si può visitare fino al 3 ottobre a Wizard Lab di Milano. L’iniziativa prosegue il lavoro di ricerca iniziato lo scorso anno nell’ambito della mostra “Corrispondenze”, proposta da Fondazione Modena arti visive (oggi Fondazione Ago) e curata da Daniele De Luigi e Chiara Dall’Olio, un progetto sostenuto da Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La mostra coinvolgeva sette artisti italiani emergenti tra i quali proprio Silvia Bigi (Ravenna, 1985) che aveva scelto di far dialogare la serie “Herbarium” (1983-84) di Joan Fontcuberta, proveniente dalla collezione della Galleria Civica del Comune di Modena, con l’opera “Camille”, un’animazione video che, partendo da antichi erbari, riflette sulla condizione femminile nella storia.
L’attuale mostra di Milano sviluppa quel percorso facendo riferimento alle cinque generazioni distopiche di “Camille”, simbionti di farfalle monarca immaginate da Donna Haraway su un pianeta sull’orlo dell’estinzione di massa. Allo stesso tempo, riprendendo il lavoro iniziato a Modena, “Camille” richiama cinque donne, tre delle quali proprio modenesi, realmente vissute e uccise tra il XVI e il XVII secolo dall’Inquisizione per la loro conoscenza sulle erbe: Camilla da Nirano (uccisa nel 1517), Camilla Boccolari (uccisa nel 1553), Camilla Caccianemici (uccisa nel 1569), Camilla di Bino (morta in carcere nel 1590) e Camilla Bellencini Rangoni (uccisa nel 1646).
Wizar Lab presenta un’edizione di cento esemplari dell’opera olfattiva, un’installazione tessile realizzata in collaborazione con Dino Zoli Textile, Forlì - per cui l’artista ha tratto ispirazione dalle erbe e piante utilizzate nella realizzazione della formula olfattiva - e un’opera video.
Qui la mostra Corrispondenze del 2024 a Modena
Nell’immagine, Silvia Bigi, Camille_2025, Courtesy the artist and WIZARD LAB