Seeing is Believing. Vedere per credere

06.03.26 -
03.05.26

La mostra Mishka Henner sulle immagini che nascono dalle parole

Sede espositiva

Palazzo Santa Margherita
A cura di Chiara Dall'Olio

Una riflessione sulla fotografia contemporanea dell'era dell'intelligenza artificiale 

Indirizzo sede espositiva

Palazzo Santa Margherita:
Corso Canalgrande, 103, 41121 Modena MO

Orario

da mercoledì a venerdì: 11.00-13.00 e 16.00-19.00

sabato, domenica e giorni festivi: 11.00-19.00

Ingresso

10 euro

Ridotto 5 euro - scopri qui tutte le riduzioni 

Residenti in provincia di Modena: 7 euro

Ingresso libero: prima domenica di ogni mese (tutti); ogni mercoledì (residenti)

Informazioni

Visite guidate sabato alle 17.00, inclusa nel prezzo del biglietto, su prenotazione

Oggi possiamo aprire un programma, studiare e ottimizzare un prompt, e così lo scatto fotografico nasce da un insieme di parole. Questo è reso possibile dall'intelligenza artificiale, e quindi che cos'è oggi la fotografia? 

L'artista belga Mishka Henner presenta a Modena la sua prima mostra personale in Italia: "Seeing is Believing. Vedere per Credere", una riflessione per immagini sulla fotografia contemporanea. 

La mostra infatti esplora il ruolo dell'immagine fotografica e i nostri sistemi di credenze nel mondo contemporaneo. Oggi la fotografia non è più legata solo alla macchina fotografica, ma è l'elemento principale di ogni comunicazione. Crediamo più a ciò che vediamo che a quello che leggiamo o ci viene raccontato. Come spiega la curatrice Chiara Dall'Olio: "Le immagini fotografiche, proprio come le immagini sacre medievali a cui Henner si rifà, sono portatrici di messaggi e di storie, rivelatrici di sistemi culturali e di potere. Vedere per credere, appunto".

La mostra 

La prima sezione apre proprio con le parole. Con l'opera The Word. La parola Henner ha raccolto migliaia di definizioni scritte in questi mesi su Google da persone che cercavano "La fotografia è". Il risultato? Tante risposte diverse, spesso contraddittorie. Questo racconta come la fotografia sia diventata qualcosa di instabile, plasmato dalla tecnologia e dalle nostre convinzioni.

La mostra prosegue con The Relic. La reliquia, una serie di foto Polaroid create con l'intelligenza artificiale. Raffigurano momenti biblici come se fossero stati fotografati da veri testimoni: la moglie di Lot, il profeta Giona, l'Arca di Noè. Le immagini sembrano antiche e consumate dal tempo, ma sono generate da un algoritmo. Guardandole ti chiederai: perché crediamo più a ciò che appare antico? Per Henner “l’oggetto-reliquia diventa una lente per esaminare il nostro appetito di autenticità e il fragile confine tra fede in ciò che vediamo, finzione e documentazione fotografica”.

Nella terza sezione con l'opera The icon. L'icona  l'artista ha creato ritratti contemporanei di santi partendo dall'iconografia medievale. Nei dipinti medievali i santi erano figure simboliche e lontane, mentre qui diventano persone vere, con volti umani e espressioni naturali. Più realistiche delle icone originali, ma generate da una macchina.

La mostra termina con l'opera The Light (New Light). La luce (nuova luce), uno schermo che cambia lentamente colore – tutte le 16 milioni di sfumature digitali possibili. È un tributo alla luce, l'elemento indispensabile della fotografia, che sia generata dall'obiettivo di una macchina fotografica analogica o dallo schermo di un computer.

Il comunicato stampa si può leggere QUI

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