Sabato 4 ottobre si celebra la Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione annuale promossa dai 26 Musei associati ad AMACI, tra i quali anche Fondazione Ago Modena Fabbriche culturali, insieme a oltre mille realtà pubbliche e private a livello nazionale. La manifestazione ha il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, in collaborazione con la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e il tema conduttore della ventunesima edizione è la formazione, intesa come processo ampio e plurale che attraversa educazione, ricerca, scambio di esperienze e saperi.
Sulla scia del recente Festivalfilosofia a tema Paideia, la trasmissione del sapere, quindi, Fondazione Ago declina la Giornata del contemporaneo di sabato con un serie di appuntamenti legati a progetti formativi che offrono sguardi giovani sugli archivi. E che si aggiungono alle mostre in corso a Palazzo Santa Margherita, a ingresso gratuito fin dalle 10, un’ora prima del solito, e a orario continuato fino alle 19: Paolo Ventura con “L’oca gigante e altre meraviglie”, un’esposizione di alcune opere dell’artista digitale Quayola e “Lo sbadiglio dell’archivista” realizzata con l’Accademia di Belle Arti LABA di Brescia.
In particolare, si presenta la nuova mostra “Identità raccolta” che, fino al 9 novembre, propone i lavori dei ragazzi dell’istituto d’arte Adolfo Venturi di Modena che, nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), hanno realizzato un proprio autoritratto al termine di un progetto dedicato alla conoscenza della fotografia, degli archivi e degli artisti contemporanei che hanno prodotto nuove opere utilizzando raccolte di immagini già esistenti. Proprio ciò che è stato chiesto a ogni studente dopo aver individuato una fotografia dal proprio archivio familiare come punto di partenza per proporre un autoritratto in stretta relazione con l’immagine di partenza.
Inoltre, alle 16 è in programma anche un laboratorio per bambini tra i 7 e gli 11 anni dedicato ai “Ritratti ottocenteschi”. Condotto da Irene Lazzarin, autrice del libro “La camera buissima. Viaggio alle origini della fotografia tra storie, esperimenti e invenzioni (Quinto Quarto editore), il laboratorio (ci si prenota qui) consentirà di fare un viaggio nel tempo per capire come venivano realizzati i primi ritratti fotografici e come erano gli studi di quei fotografi: bambine e bambini potranno così scegliere come rappresentarsi per il proprio ritratto fotografico e come fotografare i propri compagni di viaggio.
Sempre alle 16 si svolge una visita guidata alla mostra “Lo sbadiglio dell’archivista” realizzata con gli studenti del biennio di fotografia dell’Accademia LABA che si sono confrontati con gli archivi delle collezioni di fotografia storica e del Museo della Figurina. Le opere esposte rappresentano l’esito finale di riflessioni sull’archivio come struttura del sapere e sui suoi criteri di classificazione che influenzano la lettura dei materiali, di indagini trasversali tra le microstorie e le visioni del futuro disattese dalla Storia. Alla visita guidata partecipano gli studenti dell’Accademia.
In alto l’immagine guida della manifestazione nazionale realizzata dal collettivo Atelier dell'Errore: Unknown Pleasures - The Shelter, 2025.
Sotto, un’immagine simbolo del laboratorio “Ritratti ottocenteschi”, la foto simbolo della mostra “Identità raccolta” (realizzata da Tsion Poggioli – 4D, Liceo Artistico A. Venturi) e un’opera di Vittoria Signoretto della mostra “Lo sbadiglio dell’archivista”