In visita al Museo della Figurina con l’audioguida, tra storia e curiosità

In visita al Museo della Figurina con l’audioguida, tra storia e curiosità

published on 18.08.25
Già più di duemila visitatori hanno utilizzato il supporto gratuito. L’istituto culturale aperto fino al 31 agosto, poi dal 18 settembre con la mostra di Paolo Ventura

Più di duemila visitatori in pochi mesi hanno già scelto di lasciarsi guidare dall’audioguida del Museo della Figurina, un supporto digitale gratuito pensato per accompagnare il pubblico in un percorso immersivo tra immagini, storia e curiosità. L’accesso è semplice: all’ingresso del museo un QR code consente di attivare direttamente sul proprio smartphone l’audioguida, mentre una segnaletica a pavimento indica quali tracce ascoltare nei diversi punti del percorso espositivo.

Il Museo è aperto fino al 31 agosto con anche una sezione della mostra “Paradise Lost” (visite dal mercoledì alla domenica, dalle 15 alle 19) per poi riaprire dal 18 settembre con anche una sezione della mostra di Paolo Ventura “L’oca gigante e altre meraviglie”.

L’audioguida - La prima traccia introduce alla storia del museo e spiega la struttura del percorso, che racconta l’evoluzione della figurina dalla metà dell’Ottocento fino alla stagione della Panini e ai giorni nostri. Le tracce non si limitano a fornire spiegazioni: propongono anche suggestioni narrative capaci di evocare scene e atmosfere. Si può immaginare il giovane delfino di Francia intento a conoscere re e imperatori attraverso un mazzo di carte figurate, oppure immedesimarsi in un cromista ottocentesco al lavoro su un bozzetto da trasformare in una stampa a colori.

Un’intera sezione è dedicata alla nascita della figurina: siamo a Parigi nel novembre del 1867, durante la quarta esposizione universale. La città è illuminata a festa, tra fermento artistico e innovazione. In quel contesto compaiono per la prima volta piccoli cartoncini illustrati con le immagini dei padiglioni dell’esposizione: sono le prime figurine, nate come biglietti da visita, ma destinate a diventare uno dei più efficaci strumenti pubblicitari del tempo.

Concepita fin da subito come prodotto seriale e collezionabile, la figurina si diffonde rapidamente in Europa, spingendo i consumatori a tornare negli stessi negozi pur di completare le raccolte. In Italia, fino agli anni Trenta del Novecento, la loro diffusione è spesso legata a concorsi a premi. Celebre il caso del 1937, quando Perugina Buitoni lega le figurine alla trasmissione radiofonica “I quattro moschettieri”: in palio, per chi completava 150 album, persino una Fiat Topolino. Il Feroce Saladino, una delle figurine più rare, diventa leggenda e alimenta una vera e propria mania collettiva.

Dopo la battuta d’arresto causata dalla Seconda guerra mondiale, è alla fine degli anni Quaranta che la figurina rinasce come prodotto editoriale autonomo, distribuito in edicola, cartoleria e bar. In questi anni le figurine si intrecciano con lo sport: prima il ciclismo, poi il calcio contribuiscono a costruire un senso di identità e appartenenza nazionale, mentre le immagini dei campioni entrano nelle mani di grandi e piccini, alimentando sogni e passioni condivise.

L’audioguida accompagna il visitatore in questo viaggio affascinante tra immagini, storia e immaginario collettivo, trasformando ogni tappa del museo in un’esperienza attiva e partecipata. Un modo nuovo e coinvolgente per conoscere, ascoltando, il mondo delle figurine.

 

Nella foto, un particolare del percorso del Museo della Figurina

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