Un pedone degli scacchi che, grazie a un sapiente governo della luce, proietta un’ombra sulla scacchiera trasformandolo in un altro pezzo, addirittura un cavallo. È solo un esempio di come Alessandro Lupi sorprende i nostri sensi nella personale “Così è, se ci appare”, la mostra allestita da Fondazione Ago da venerdì 20 marzo nella seicentesca Palazzina dei Giardini ducali di Modena. Un percorso che trasforma l’architettura storica in un gioco infinito di apparenze e in un flusso di percezioni dove nulla è davvero ciò che sembra.
Il viaggio attraversa trent’anni di ricerca dell’artista genovese, oggi attivo a Berlino, e invita il visitatore a smarrire le proprie certezze per riscoprire la luce non come semplice mezzo visivo, ma come materia capace di scolpire l'invisibile.
Tra installazioni che invertono la funzione dello specchio, rami che sembrano nascere dal nulla e vibrazioni cromatiche che sfidano la percezione, la mostra diventa un confronto di matrice pirandelliana tra essere e apparire. Lupi non si limita a esporre oggetti, ma crea ambienti immersivi dove la luce si fa memoria e conoscenza, obbligando lo spettatore a un ruolo attivo: qui, la verità dell'opera emerge solo attraverso lo sguardo di chi la attraversa.
Un invito a riflettere sulla natura dell'immagine e sulla fragilità di ciò che definiamo "reale", lasciandosi cullare da un'atmosfera di sospensione destinata a rimanere impressa ben oltre la visita.
La mostra si può visitare fino al 3 maggio e per l’inaugurazione, venerdì 20 marzo, alle 18, è previsto un dj-set a ingresso libero.
Informazioni per la visita QUI
Nell'immagine, la scultura Centaurus della serie Shadows. Nella foto sotto, Alessandro Lupi (foto di Justine Vernet)