Adelmo Giberti (Modena, 1897-1980) inizia la propria attività fotografica a soli 11 anni alle dipendenze degli Orlandini. Collabora con altri fotografi modenesi, partecipa alla Prima Guerra Mondiale e nel 1921 apre il proprio studio, che si specializza in ritrattistica. A differenza di quanto accade negli archivi altri di altri professionisti locali (Orlandini, Bandieri) nelle foto Giberti, sono presenti sia manifestazioni del periodo fascista che dei giorni immediatamente successivi alla liberazione, anche se gran parte dell’archivio più antico viene distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il dopoguerra coincide anche con il passaggio della direzione dello studio a Mario Giberti, figlio di Adelmo, che porterà avanti l’attività fino agli anni novanta. Oltre a eseguire lavori in esterni, che documentano alcune delle trasformazioni della città negli anni Cinquanta, i Giberti si specializzarono nel ritratto e nelle riprese mediche e scientifiche, lavorando per i principali istituti ospedalieri della città.