(1934, Aberdeen, Washington)
Lee Friedlander inizia a fotografare a fine anni quaranta documentando il paesaggio americano e le profonde trasformazioni in corso nella società. Con grande abilità, crea immagini stratificate e ricche di elementi visivi, di segni e rimandi entro cui riconoscere i nuovi simboli della vita contemporanea. La serie Little Screens, dei primi anni sessanta, è dedicata ai televisori, nuovi emblemi del potere dirompente dei media. Fotografate in stanze di motel o in soggiorni domestici, le tv trasmettono immagini in ambienti spesso anonimi e desolanti, in cui la principale presenza umana è quella di politici, star, criminali o persone comuni che irrompono dagli schermi.