Paolo Ruffini

Paolo Ruffini

l doppio volto della scienza

Nella Modena del primo Ottocento, tre destini si incrociarono attorno all'Università e al Sant'Agostino: il marchese Rangoni, il chirurgo Cervi, e Paolo Ruffini, di cui vi raccontiamo oggi.

Ruffini (1765-1822) incarnava il doppio volto della scienza: matematico geniale e medico devoto. Laureato a Modena nel 1788, divenne subito professore di "istituzioni analitiche". La sua fede cattolica lo mise in difficoltà durante l'epoca napoleonica: nel 1798 rifiutò il giuramento alla Repubblica Cisalpina e perse la cattedra, preferendo l'esilio scientifico alla rinuncia ai propri principi.

Ma fu proprio in quegli anni difficili che scrisse il suo capolavoro, la Teoria generale delle equazioni (1799), con cui dimostrò che le equazioni algebriche di grado superiore al quarto non possono essere risolte. Un teorema rivoluzionario che anticipò l'algebra moderna. Con la Restaurazione divenne Rettore dell'Università di Modena e presidente della Società italiana delle Scienze detta dei Quaranta (XL). Durante l'epidemia di tifo del 1817-18 si contagiò curando i malati negli ospedali cittadini, incluso il Sant'Agostino, dove operava Cervi.

E' sepolto nella chiesa di Sant'Agostino, vicino ai luoghi dove visse una vita dedicata al sapere e alla cura del prossimo.

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