Nella decorazione del soffitto della farmacia storica, accanto allo stemma del Grande Spedale e in un busto del Teatro Anatomico, veglia "l'Astro massimo della fisiologia": così lo definisce l'iscrizione che celebra Lazzaro Spallanzani (Scandiano 1729 - Pavia 1799) nell'atrio del Palazzo dell'Università.
Da qui "sparse sul mondo i primi fulgori" della scienza moderna. Il grande naturalista di Scandiano, fu definito da Voltaire come “il più grande osservatore scientifico d'Europa" e rivoluzionò la biologia del Settecento con il rigore del metodo sperimentale. Dalle lezioni di fisiologia tenute all'Università di Modena, ai laboratori dell'Università di Pavia, dai viaggi sulle Alpi fino a Costantinopoli, confutò la teoria della generazione spontanea, aprì la strada alla fecondazione artificiale, studiò la digestione e la circolazione sanguigna con geniali intuizioni che anticiparono scoperte future.
E mentre i cantieri di AGO ridanno vita a questi spazi dove fioriva la scienza, la sua presenza ci ricorda che i luoghi della conoscenza non muoiono mai: si trasformano, evolvono, trovano nuove forme per accogliere ricerca, arte e innovazione.
E così AGO si prepara a essere ponte tra passato e futuro, dove la memoria storica diventa ispirazione per nuove comunità di studiosi, artisti e ricercatori.