Giovanni Battista Amici

Giovanni Battista Amici

Uomo dalla genialità visionaria

Nel 1823, in un laboratorio di Modena, un uomo osservava con pazienza una portulaca, comune pianta infestante. Quello che vide attraverso le lenti del microscopio cambiò per sempre la comprensione della vita vegetale.

Giovanni Battista Amici, (Modena 1786 - Firenze 1863) formatosi alla scuola matematica di Paolo Ruffini, nel 1811 risulta professore di geometria nel cittadino Liceo Dipartimentale del Panaro, poi si dedica completamente alle sue straordinarie invenzioni ottiche. Nel 1825 il duca Francesco IV lo dispensò dall'insegnamento perché si occupasse solo di ricerche astronomiche e naturalistiche.

Con genialità visionaria, Amici costruì telescopi e microscopi che stupirono l'Europa. Il suo obiettivo da 28 centimetri era il secondo al mondo per grandezza e rimase per quasi un secolo il cuore dell'Osservatorio di Arcetri. Il 14 gennaio 1826 venne ufficialmente istituito l’Osservatorio Astronomico di Modena realizzato sul torrione est di Palazzo Ducale; era dotato di un telescopio newtoniano costruito da Amici, con otto piedi di fuoco e sei pollici di apertura, che venne consegnato all'astronomo Giuseppe Bianchi fin dal giugno del 1820. Nel 1831 Amici venne chiamato dal Granduca Leopoldo II di Toscana a dirigere l'osservatorio astronomico del Regio Museo di fisica e storia naturale adiacente a Palazzo Pitti.

Ma la sua scoperta più rivoluzionaria arrivò osservando quella portulaca: vide per primo il "budello pollinico" che porta la vita dal granello di polline all'ovulo. I più grandi botanici d'Europa lo ridicolizzarono per trent'anni. "Un ignorante di fisiologia", lo chiamò il celebre Schleiden. Amici non si scoraggiò: mandò al suo critico più feroce uno dei suoi microscopi perfetti, perché "potesse fare osservazioni più esatte".

Quando tutti dovettero riconoscere la verità delle sue scoperte, l'umile modenese aveva già rivelato al mondo l'intimità della vita che si rinnova.

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