Cecilio Folli

Cecilio Folli

Uno dei più grandi anatomisti del Seicento

Modena 1630, estate della peste. Un giovane di appena sedici anni osserva i "decorsi atroci" dell'epidemia che sta devastando la sua città: un’esperienza che segnerà per sempre Cecilio Folli, destinato a diventare uno dei più grandi anatomisti del Seicento.

Rimasto orfano del padre Ercole, caduto nella guerra di Gradisca al servizio della Serenissima, fu cresciuto dallo zio Giambattista, illustre medico e protomedico della Sanita veneziana. Quando nel 1630 la peste colpì Venezia, il giovane Cecilio coadiuvò lo zio scrivendo una "accurata relazione sulla diffusione e gravita del contagio" che divenne documento prezioso per gli studi epidemiologici.

Laureatosi in filosofia e medicina a Padova, nel 1636 fu eletto pubblico anatomico a Venezia. Nel 1639, a soli 25 anni, pubblicò il rivoluzionario Sanguinis a dextro in sinistrum cordis ventriculum defluentis facilis reperta via, studiando la circolazione sanguigna e analizzando una malformazione cardiaca causata dalla mancata chiusura del foro di Botallo.

La sua scoperta più celebre arrivo nel 1645 con Nova auris internae delineatio: uno studio dell'orecchio medio che rivelò il "processo del Folli", l'apofisi anteriore del martello. La precisione delle sue descrizioni anatomiche stupì l'Europa e gli valse la stima di Thomas Bartholin, il grande anatomista danese. Curiosità: il Folli si fece promotore di un'importante iniziativa pubblica, ossia la costruzione a Venezia di un teatro anatomico sul modello di quello padovano.

Iscriviti per rimanere informato sulle iniziative di Ago Modena Fabbriche Culturali.

Iscriviti alla newsletter