( 21 ottobre 1672 - 23 gennaio 1750 )
Tra i grandi maestri che hanno ispirato la nascita del Grande Spedale degli Infermi c'è anche Lodovico Antonio Muratori, l'intellettuale che più di ogni altro ha plasmato la coscienza riformatrice di Francesco III d'Este e per cui scrisse i Rudimenti di filosofia morale per il principe ereditario, un quaderno a uso interno che rimase manoscritto fino alla pubblicazione del 1872.
La statua del Muratori, eseguita da Adeodato Malatesta, si trova dal 1853 al centro della piazza a lui dedicata lungo la via Emilia.
Nato a Vignola da una famiglia della piccola borghesia, fu bibliotecario ducale, storico, archivista e precettore del futuro duca Francesco III. Ma soprattutto fu parroco dei poveri nella chiesa di Santa Maria della Pomposa, nel quartiere più disagiato di Modena, dove nel 1720 fondò la Compagnia della Carità per assistere i bisognosi.
Dalla sua esperienza pastorale nacquero due opere che ispirarono le grandi riforme estensi: Della carità cristiana (1723) e Della pubblica felicità (1749). In questi trattati Muratori teorizzava che un buon governo dovesse costruire ponti, canali, Monti della carità, spedali per soccorso degli infermi e degl'invalidi per dare lavoro ai poveri e assistenza ai malati. Non bastava aiutare i bisognosi: bisognava eliminare le cause della povertà.
Francesco III diede poi vita a quella visione costruendo in Largo Sant'Agostino il Grande Spedale degli Infermi e il Grande Albergo dei Poveri (l'attuale Palazzo dei Musei). Muratori non vide mai completate quelle opere, ma il suo sogno di un sapere al servizio dell'umanità continua a vivere in questi luoghi.