UNO SGUARDO SULLA ROMANIA CON IL PROGETTO “FILIA” SELEZIONATO DAL MINISTERO

pubblicato il 15.01.26

L’ artista di Carpi Sara Lepore, con il sostegno di Fondazione Ago, esplora la tradizione del ricamo che tramanda memorie familiari ma è divenuto anche simbolo dell’identità locale rumena

Le tradizioni non sono eredità immutabili, ma rappresentano pratiche culturali costruite nel tempo e possono anche essere “inventate” per consolidare identità nazionale e ideologia. È la riflessione che sta alla base del progetto “Filia” che sarà sviluppato dalla giovane artista di Carpi Sara Lepore e, sostenuto da Fondazione Ago e 'Photo Romania Festival, è stato selezionato nelle scorse settimane tra i 64 progetti premiati dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando “Strategia Fotografia 2025”, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea.

Il progetto “Filia” si concentra su tessuti, ricami e abiti tradizionali rumeni, partendo dall’esperienza familiare dell’artista che sarà approfondita anche con viaggi nelle regioni della Mutenia, con la capitale, Bucarest, dell’Oltenia e della Transilvania, luoghi d’origine della madre e delle zie.

“Il ricamo, un linguaggio visivo tipicamente femminile, tramanda memorie familiari e locali – racconta Sara Lepore – ma è stato storicamente selezionato e codificato: durante il regime di Ceausescu, per esempio, l’abito tradizionale femminile divenne simbolo nazionale, una sorta di invenzione per consolidare, anche dal punto di vista ideologico, un’identità collettiva ideale”. Oggi, in una realtà sociale, politica ed economica molto diversa, questi segni riemergono tra nostalgia, stereotipi e retorica nazionale, soprattutto nella cosiddetta diaspora, tra le tante famiglie rumene che vivono all’estero.

“L’artista – è spiegato negli obiettivi del progetto che sarà presentato pubblicamente da Ago nei prossimi mesi - interviene criticamente: attraversa, decodifica e contamina questi codici, trasformando il ricamo in strumento di sabotaggio e creazione di un linguaggio visivo alternativo, affettivo e dissonante. Tessuto, corpo e immagine diventano spazi in cui abitare simbolicamente un’eredità mai ricevuta, non per restaurarla, ma per interrogare e riscrivere la tradizione come costruzione storica e politica”.

Sara Lepore, fotografa di 26 anni originaria di Carpi, ha approfondito la sua formazione specifica in percorsi interdisciplinari come Speciale 18/25 di Fotografia Europea e Jest a Torino, con una borsa di studio per il Master Filling the Gap, presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze, e Spazio Labò a Bologna, mentre sta completando gli studi in Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative presso l’Università di Parma. Attraverso le strategie transmediali lavora con la fotografia e il video per parlare di temi legati all’identità e all’opacità. La sua pratica esplora la relazione tra contenuto e contenitore per dare forma al risultato finale dei suoi progetti.

Selezionata come artista in residenza presso l’IIC di Bucarest, ha esposto in mostre personali e collettive, tra cui Yeast Photo Festival, A pick Gallery, Shado Officine Fotografiche, Centrale Festival, Bucharest Photofest, IIC di Bucarest. Nel 2025 ha esposto a Palazzo dei Musei a Reggio Emilia tra i finalisti di Giovane Fotografia Italiana #12 - Premio Luigi Ghirri, nell’ambito del festival Fotografia Europea, ottenendo una borsa di studio per partecipare al Fotofestiwal Łódź in Polonia.

Iscriviti per rimanere informato sulle iniziative di Ago Modena Fabbriche Culturali.

Iscriviti alla newsletter