L’assalto a una trincea nella Prima Guerra Mondiale, con tanti soldati che si arrampicano timorosi sulle scale appoggiate alla fortificazione. Uno viene colpito, un altro, in primo piano, sembra stravolto dalla disperazione. E nel cielo si scorgono i bagliori delle esplosioni. È la scena dell’opera “Morte e Resurrezione” che apre il percorso della mostra di Paolo Ventura “L’oca gigante e altre meraviglie” allestita da Fondazione Ago a Palazzo Santa Margherita fino all’8 febbraio.
Accanto alla grande immagine, che si staglia su sfondo rosso a fianco del titolo della mostra, una teca presenta le figurine originali che sono servite all’artista per realizzare l’opera. Paolo Ventura, infatti, come raccontano le curatrici dell’allestimento Chiara Dall’Olio e Francesca Fontana, costruisce i suoi racconti corali moltiplicando sé stesso: si fotografa nelle diverse pose e indossando divise autentiche di cui è appassionato collezionista; poi stampa le foto, le ritaglia e crea le figurine per collocarle sullo sfondo del fondale che ha dipinto. Ed è da quella rappresentazione teatrale che nasce l’opera finale, un’immagine verosimile nel suo plastico realismo e nello stesso tempo di pura fantasia, in cui Ventura appare come protagonista una, dieci e mille volte, ma nello stesso tempo si ritrae e si pone nel ruolo di narratore.
Le sue storie, sospese tra sogno e realtà, spesso hanno a che fare con la Grande Guerra, quella dei racconti di nonne e zie nei lunghi pranzi domenicali che ricorda nella sua autobiografia. Racconti che l’artista ricrea, con precisione maniacale, e reinventa, così da renderli nello stesso tempo sia veri sia falsi. Esattamente come, sembra suggerire Ventura, lo è la fotografia.
Proprio dall’opera “Morte e Resurrezione” e dalla spiegazione della tecnica che utilizza l’artista prende le mosse la visita guidata alla mostra in programma sabato 15 novembre, alle 17. Ci si può già prenotare sul sito agomodena.it.
La mostra, che propone anche opere riemerse dall’Archivio ritrovato di Ventura e un dialogo con le collezioni del Museo della Figurina, si può visitare dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi a orario continuato dalle 11 alle 19. Ingresso unico, compreso il Museo della Figurina: 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso libero per tutti ogni prima domenica del mese; per i residenti anche ogni mercoledì, come da tradizione di Fondazione Ago. La visita guidata prevista ogni sabato alle 17 è su prenotazione, senza costi aggiuntivi.