GLI ULTIMI GIORNI CON I ROBOT: CHIUDE LA MOSTRA DI DONATO PICCOLO

pubblicato il 19.08.25

Domenica 24 agosto a Modena finisce l’antologica “L’arte del pensiero meccanico” con oltre 50 opere realizzate con IA e tecnologia. Già più di 2mila visitatori. Disponibile l’Activity kit

Ultimi giorni per fare l’esperienza di ascoltare il rumore, amplificato, di un battito d’ali di una farfalla tecnologica oppure per seguire i movimenti di una copia della Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci che se ne va a spasso per la sala grazie a sensori elettronici e a gambe robotiche. Domenica 24 agosto, infatti, si chiude la mostra antologica di Donato Piccolo “L’arte del pensiero meccanico” che, a cura di Lorenzo Respi, consente di ammirare oltre 50 opere, tra sculture in movimento, robotiche o interattive, tele e disegni.

Allestita a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103, da Fondazione Ago Modena, con la collaborazione di Galleria Mazzoli e nell’ambito del programma Unesco Media Arts, la mostra si può visitare a ingresso libero da mercoledì a domenica dalle 15 alle 19.

L’iniziativa rappresenta un’esperienza immersiva che esplora lo spazio di confine tra l’uomo e la macchina, tra il corpo fisico e la tecnologia, tra la materia viva e quella artificiale. Il percorso dell’arte robotica sviluppato da Donato Piccolo, infatti, si muove sul confine tra controllo umano e autonomia tecnologica. L’intelligenza artificiale, ampiamente utilizzata nelle opere, non si limita a riprodurre il reale: spesso lo sintetizza, a volte può distorcerlo, sempre lo riformula.

Le sculture in movimento che crea l’artista, quindi, non sono semplici oggetti di contemplazione – spiega Respi – ma si tratta “di vere e proprie macchine dotate di un linguaggio visivo inedito e originale che porta con sé riflessioni antropologiche e sociali sullo sviluppo di modelli di intelligenza ‘altri’ che possono manifestarsi al di là dei limiti del corpo umano e sulla loro capacità di sviluppare autonomie cognitive”.

Un Activity kit realizzato da Popmed per i bambini, ma non solo, propone le spiegazioni dei fenomeni fisici utilizzati nelle opere (i cui simboli compaiono anche nelle didascalie) e contiene giochi, quiz e strumenti, come una bussola per sperimentare l’elettromagnetismo. Nella pubblicazione anche approfondimenti su fluidodinamica, effetto farfalla, luce laser, intelligenza artificiale e autopoiesi robotica, cioè la capacità delle macchine di individuare autonomamente i problemi e ripararli da sole, così da rendersi sempre più indipendenti dall’umano.

La mostra in poco più di due mesi di apertura ha già superato i duemila visitatori, oltre il 10 per cento stranieri. Diverse le iniziative promosse nell’ambito della mostra: circa un centinaio di persone hanno partecipato a quelle con l’artista, mentre durante il Motor Valley Fest, con un’opera esposta per l’occasione, i visitatori sono stati oltre 200; 50 i partecipanti alle visite guidate. L’esibizione dei danzatori atleti dei Kataklò tra le sculture robotiche della mostra ha registrato il tutto esaurito con 108 spettatori. Nelle prime domeniche del mese di giugno, luglio e agosto i visitatori sono stati complessivamente 390.

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