AL MUSEO DELLA FIGURINA PER SCOPRIRE TUTTE LE “PASSIONI” DI GIUSEPPE PANINI

pubblicato il 19.02.26

Sabato 21 febbraio, alle 17, una visita guidata con il figlio Antonio per raccontare il “Collezionista” tra raccolte storiche, fotografie, enigmistica, volley e fisarmoniche

Di lui si diceva che avesse l’hobby degli hobby e l’omaggio che, in occasione del ventennale, il Museo della Figurina di Modena tributa a Giuseppe Panini “Collezionista di passioni” ben rappresenta questa definizione. L’allestimento si snoda accanto alla collezione permanente tra i suoi tanti ricordi: dalla fotografia alle fisarmoniche, dall’enigmistica al volley, fino alle figurine, ovviamente, visto che proprio la donazione della sua raccolta personale al Comune ha permesso la nascita del Museo dove si ripercorre la storia e l’evoluzione della figurina a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, tra tutela del patrimonio, ricerca e sperimentazione contemporanea.

Sabato 21 febbraio, alle 17, a Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103, l’iniziativa viene illustrata in una speciale visita guidata condotta da Antonio Panini, figlio di Giuseppe, in dialogo con la curatrice Francesca Fontana. È previsto un saluto di Martina Limoni, direttrice Mercato Italia Collezionabili Panini, e l’accompagnamento alla fisarmonica di Andrea Mantovani. Ingresso libero, fino a esaurimento posti.

L’omaggio a Giuseppe Panini propone immagini, oggetti e video testimonianze. Non si può che partire dall’edicola di corso Duomo acquisita da mamma Olga il 6 gennaio 1945, nei mesi finali della guerra, per avviare un’attività che ben presto diventò un modo per riunire tutta la numerosa famiglia (quattro figli e quattro figlie) in un’eccezionale impresa dalla quale prese le mosse nel 1961 l’azienda di figurine. Il racconto prosegue ricordando la passione per l’enigmistica, nata durante la convalescenza di un’impegnativa operazione. Giuseppe firmava rebus e cruciverba che ideava con il nome di Paladino, il primo simbolo anche dell’azienda di figurine. Il logo dell’azienda Panini divenne poi nel 1965 l’immagine della celebre rovesciata di Carlo Parola rivisita da Wainer Vaccari: in un video l’artista racconta come nacque.

Tra le numerose passioni collezionistiche di Giuseppe ci sono anche le fotografie storiche, le cartoline, le immagini dedicate all’aviazione. E poi lo sport, con la squadra di volley fondata nel 1966, in una città dove la pallavolo è davvero sport di massa. È l’allenatore Julio Velasco che racconta in un video il suo rapporto con il presidente della squadra che guidò a tanti successi negli anni Ottanta.

Dalle collezioni di Giuseppe Panini, che custodiva all’interno di un archivio soprannominato la “Tana del Paladino”, oltre al Museo della Figurina sono nati diversi istituti, come il Fotomuseo e la Biblioteca Enigmistica Italiana (BEI); per merito di una sua donazione è stato ampliato, inoltre, il patrimonio del Museo della Fisarmonica di Castelfidardo.

Nel percorso si possono ascoltare anche le testimonianze dei figli Antonio e Annamaria e di Giuseppe Riva della BEI.

Il Museo della Figurina si può visitare dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi dalle 11 alle 19. Ingresso 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso libero per tutti ogni prima domenica del mese; per i residenti anche ogni mercoledì. Informazioni: agomodena.it

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